PIACENZA E LA RESISTENZA
La Piacenza ebbe un ruolo importante durante la Seconda guerra mondiale (1939-1945). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il territorio fu occupato dalle truppe tedesche e controllato dalla Repubblica Sociale Italiana. Nelle montagne dell’Appennino piacentino nacquero numerose formazioni partigiane che combatterono contro nazifascisti per liberare il territorio. La provincia di Piacenza divenne uno dei principali centri della Resistenza italiana. I partigiani organizzarono azioni di sabotaggio, raccolta di informazioni, difesa della popolazione e attacchi contro le truppe occupanti. Le donne svolsero un ruolo fondamentale come staffette, infermiere e combattenti.
La popolazione civile subì pesanti conseguenze: rastrellamenti, deportazioni, bombardamenti e rappresaglie. Uno degli episodi più tragici fu l’eccidio del Passo dei Guselli del 4 dicembre 1944, in cui furono uccisi numerosi partigiani, tra cui la partigiana Luisa Calzetta “Tigrona”. Il 28 aprile 1945, pochi giorni dopo l’insurrezione nazionale del 25 aprile, Piacenza fu definitivamente liberata dalle forze partigiane e dagli Alleati.
Oggi la memoria di questi eventi è conservata in luoghi come i Sentieri della Libertà, percorsi escursionistici che attraversano i luoghi della lotta partigiana e permettono di conoscere la storia della Resistenza direttamente sul territorio.
Tematiche
I PERCORSI DELLA STORIA – LA SECONDA GUERRA MONDIALE
Scopriamo le tracce della storia, lungo il nostro percorso. Spesso i luoghi raccontano di grandi imprese e aiutano ad approfondire quanto studiato sui libri, con un emozionante contatto diretto. La storia è la chiave di lettura sul mondo, indispensabile per imparare da dove veniamo e darci strumenti preziosi per affrontare il futuro.
I Sentieri della Libertà piacentini sono una rete di percorsi escursionistici e storici che attraversano l’Appennino e la pianura di Piacenza, creati per ricordare la Resistenza durante la Seconda guerra mondiale. Questi itinerari collegano luoghi dove i partigiani combatterono contro le truppe nazifasciste tra il 1943 e il 1945, trasformando il territorio in un vero “museo a cielo aperto”. Non sono solo sentieri naturalistici: servono a unire storia e paesaggio, permettendo di camminare nei luoghi reali della guerra di Liberazione e comprendere meglio cosa accadde in quelle zone, sono un modo per “leggere” la storia della Resistenza camminando nei luoghi in cui è stata vissuta davvero.
I SENTIERI DELLA LIBERTA’
La scomparsa dei testimoni diretti ha posto nuove sfide alla didattica della Resistenza. Oggi non è più possibile incontrare ed ascoltare i partigiani e le partigiane, ma possiamo immergerci nei luoghi dei resistenti, seguire i loro passi, le loro storie e le loro speranze. I trekking utilizzano i percorsi della rete dei #sentieridellalibertà del Museo della Resistenza Piacentina, distribuiti nell’Appennino.
A scelta tra:
– Il Sentiero delle Prime Bande;
– Il Sentiero delle Partigiane;
– La Guerra dei Pozzi;
– Il Sentiero dei Ribelli;
– Il Sentiero del Valoroso;
– Trekking urbani (Trekking della Liberazione o Trekking degli Arditi).
da 13,00€
Quota di partecipazione base a persona, per uscita didattica di un giorno come da esempio di programma indicativo su base gruppo classe di 20 studenti, trasporto non incluso.
La quota di partecipazione varia in funzione del numero di partecipanti e delle possibilità di viaggio scelte.
Richiedere un preventivo specifico per il proprio gruppo.

